La comunità riscopre tracce e capacità di adattamento all'acqua
Il progetto

Perché ci sono le paratie davanti agli antichi ingressi dei cortili e dei palazzi di Chiuro?

A cosa servivano e a cosa servono? Perché ci sono strette strade ricoperte di muschio? Perché i terrazzamenti sono stati realizzati proprio lì? Se servono ancora, come farne di nuovi, e come mantenerli? Quale ruolo hanno questi elementi del paesaggio nelle fasi di emergenza? Come studiarlo ‘in tempo di pace’?

Storia

Il borgo sorge in epoca medioevale in prossimità dei corsi d’acqua, concentrando nel cuore dell’insediamento ‘protetto’ la vita religiosa e politica della comunità, e decentrando il settore produttivo all’esterno del borgo (i regolamenti vietavano l’insediamento all’interno), e vicino al torrente, del quale può sfruttare la forza idraulica. In quest’area si concentrano sin dal Medioevo la lavorazione del legno, legata allo sviluppo di botteghe artigiane di lignari e di bottai complementari alla lavorazione dell’uva, la lavorazione di lana e canapa che viene battuta mediante folle azionate ad acqua, le tintorie che utilizzano l’acqua per tingere i tessuti con le piante tintorie locali e anche mulini e magli. 

il Territorio

Storicamente l’abitato di Chiuro si è insediato in prossimità di un versante, in parte boscato e parte terrazzato, allo sbocco della Val Fontana (sul grande conoide della Fiorenza); il versante è caratterizzato da forte pendenza e contribuisce, come testimonia il toponimo, a scaricare a valle acqua e non solo, provocando fenomeni di ruscellamento, trasporto solido ed erosione, soprattutto in occasione di eventi meteorici significativi…

Il percorso del torrente Butigiana